• Piero della Francesca
  • 1440/1445
  • Tempera su tavola
  • 167×116 cm
  • National Gallery – Londra

Il Battesimo di Cristo, sin dall’antichitá è stato il fulcro di continue raffigurazioni degli artisti, che si sono cimentati più volte nella celebrazione di questo evento fondamentale della religione cristiana. Tra le molteplici opere spicca Il Battesimo di Cristo di Piero della Francesca. Quest’opera per le sue caratteristiche e la grande attenzione nell’uso della prospettiva, viene generalmente considerata come una delle opere principali dell’artista aretino, oltre che il primo quadro ufficialmente riconosciuto. L’intero complesso artistico venne realizzato tra il 1440 e il 1445 per la Badia Camaldolese (antico monastero benedettino) e l’attenzione dell’osservatore ricade immediatamente sulla figura centrale del protagonista: Gesù, che con le mani raccolte e giunte sta ricevendo il battesimo da parte di Giovanni Battista su una sponda del fiume Giordano in Galilea. Lo stesso Cristo, posto sulla bisettrice della composizione, allude così alla sua centralità. Bisogna poi sottolineare come l’artista lo abbia rappresentato con un evidente volume cilindrico del corpo che si ripete alla sinistra dell’osservatore nell’albero di noce, le cui fronde dalla forma tondeggiante, danno l’idea di una cupola emisferica. Secondo la tradizione l’albero rappresentato avrebbe infatti un duplice significato: riferimento alla “Val di Nocea“, antico nome con cui si indicava il Borgo di Sansepolcro (paese natale dell’artista); riferimento al noce cresciuto nella bocca di Adamo da cui verrà poi tratto spunto per la “Passione di Cristo”.

In alto al centro, proprio sopra la testa del battezzato, si trova una colomba bianca con le ali spiegate, che simboleggia lo Spirito Santo. Concludono poi il primo piano del complesso artistico tre angeli, i quali sono sempre posizionati alla sinistra dell’osservatore. Due di questi si stringono la mano e sono rispettivamente ornati di rose e foglie, con un chiaro riferimento alle due Chiese: quella d’Oriente e quella d’Occidente. Il terzo invece, vestito di rosso, bianco e blu (i colori della Trinità) con il palmo della mano compie un gesto simbolico di riconciliazione tra le Chiese che erano state separate dopo lo Scisma del 1054 e riavvicinatesi dopo il Concilio di Firenze nel 1439.

Passando poi allo sfondo del quadro un neofita compie l’azione di spogliarsi o rivestirsi. Ciò può avere differenti chiavi di lettura: si spoglia dei peccati oppure, dopo il battesimo ricevuto in precedenza, indossa una nuova veste in segno della avvenuta purificazione.Tuttavia secondo alcuni studiosi e storici, lo stesso uomo potrebbe essere anche lo stesso Gesù in un atto precedente al Battessimo. Il paesaggio con il fiume, le colline e la cittadina dovrebbe rappresentare la valle del Giordano, ma Piero della Francesca decise di contestualizzare il racconto evangelico in un luogo a lui conosciuto: Il Borgo di Sansepolcro. 

Tutto il quadro è poi colpito da una omogenea luce, priva di contrasti tra chiaroscuri dove la profondità spaziale è resa attraverso alcuni elementi come: le grandezze sempre minori con l’allontanarsi delle distanze, la stradina percorsa dai monaci e infine il corso del fiume che con grande precisione rispecchia la natura circostante. Dal punto di vista prospettico l’opera è poi sottoposta a uno schema costante e modulato: il triangolo che ha il vertice nel piede di Cristo e la base immaginaria posta sulle ali delle colomba, la semicirconferenza che coincide con l’ombelico di Cristo (caput mundi). Tale cerchio, a sua volta, ne iscrive un altro di minor diametro coincidente questa volta con la colomba. Le figure posizionate all’interno di questa modularità geometrica, appaiono con volti imperturbabili, inespressivi e immobili, come bloccate e fisse in un gesto statuario. Questo perché il rigore cromatico e luminoso doveva essere accompagnato con la serenità di tutti i personaggi raffigurati.

Leonardo Torri